diaLa D.I.A., acronimo di denuncia di inizio attivita’, è nata al fine di  semplificare l’attivita’ edilizia, ma diventa una sorta di scheggia impazzita quando si applica nella procedura di installazione di insegne luminose, poiche’ determina una sequela di interminabili iter burocratici. Se si considerano poi la differenza di regolamenti da un comune all’altro, la mancanza di uniformita’ nelle interpretazioni delle prescrizioni e l’eccesso di documentazione da predisporre su richiesta da vari enti (Regione, Provincia, Anas, e via discorrendo) la situazione va a complicarsi ulteriormente. Il tutto nasce dalla molteplicita’ di interpretazioni riguardo la classificazione delle insegne luminose, e quindi riguardo le richieste da parte dei comuni per l’installazione di certi tipi di insegne e cartelli. Sono pochi, infatti, i comuni dotati di Piani Generali degli Impianti Pubblicitari con specifici regolamenti. Di norma le  pratiche per ottenere le autorizzazioni all’installazione di cartelli ed insegne sono impropriamente legate a quelle dell’attivita’ edilizia nel senso ampio del termine. Risulta quindi davvero difficile trattare e disciplinare un’insegna luminosa come fosse un’opera edile. Ancora più complicato poi riuscire a capire a quale segmento di regole dover ubbidire. Manutenzione ordinaria, straordinaria, interventi di restauro o di ristrutturazione edilizia o ancora di nuova costruzione? Vi sono comuni che per l’installazione di insegne, anche semplici, richiedono il Permesso di Costruire, mentre in altre regioni addirittura usufruiscono della D.I.A. come per una nuova costruzione o una ristrutturazione edilizia. Alcuni comuni si limitano, invece, a chiedere la presentazione del progetto di impianto elettrico, ma non considerano che un’insegna non sempre comporta la presenza di un impianto elettrico. A parte l’aumento di costo procurato dall’obbligo del tecnico abilitato per l’asseverazione richiesta dalla D.I.A., cio’ di cui si avverte l’esigenza e’ la semplificazione nelle procedure, in modo da rendere chiare e semplici (per gli installatori, ma pure per le amministrazioni) le regole da seguire  nell’iter d’installazione delle insegne luminose. Sulla scia dell’esempio del comune di Milano, si potrebbe rendere la D.I.A. e la presenza del tecnico abilitato  generalmente subordinate, ed obbligatorie solo per le tipologie di insegne che per caratteristiche tecniche o dimensionali, o per la modalita’ d’installazione richiedano competenze e responsabilita’ che superano quelle del costruttore o dell’installatore.